venerdì 30 novembre 2007

Aids

Ci si ricorda dell'Aids una sola volta l'anno e gli effetti di questa mancata informazione/prevenzione nel nostro paese sono sotto gli occhi di tutti.
Ogni anno in Italia si verificano circa 3.500-4.000 nuove infezioni del virus Hiv che si vanno a sommare alla gran parte di quelle acquisite negli anni precedenti. La stima attuale e' che in Italia ci siano oggi oltre 120.000 colpiti fra sieropositivi e conclamati.
Alcuni pensano che non toccherà mai a loro, (molti eterosessuali pensano tocchi solo a noi ricchioni, anche se il 60% dei contagiati è fra le loro fila), altri che le cure possano risolvere tutto, senza problemi (se non sapete cos'è la lipodistrofia...)
L'informazione nelle scuole è nulla, i profilattici costano una fortuna e per i media l'argomento è tabù per 364 giorni l'anno. C'è da stare allegri...

Ps.
Con molta fatica sono riuscito a leggere (per via della nausea) sull'espresso un colloquio tra Ignazio Marino, noto cattolicissimo medico e il cardinalmartini, l'ho trovato chiarificatore del livello di bigottismo raggiunto.
Come è accettabile non promuovere l'utilizzo del profilattico per contribuire a controllare la diffusione del virus? È o non è un dovere dei governi fare scelte e prendere decisioni su questo tema? E, rispetto alla dottrina ufficiale della Chiesa cattolica, non si tratterebbe comunque di optare per un male minore e contribuire alla salvezza di tante vite umane?".
Martini: "Le cifre che lei cita destano smarrimento e desolazione. Nel nostro mondo occidentale è assai difficile rendersi conto di quanto si soffra in certe nazioni. Avendole visitate personalmente, sono stato testimone di questa sofferenza, sopportata per lo più con grande dignità e quasi in silenzio. Bisogna fare di tutto per contrastare l'Aids. Certamente l'uso del profilattico può costituire in certe situazioni un male minore. C'è poi la situazione particolare di sposi uno dei quali è affetto da Aids. Costui è obbligato a proteggere l'altro partner e questi pure deve potersi proteggere. Ma la questione è piuttosto se convenga che siano le autorità religiose a propagandare un tale mezzo di difesa, quasi ritenendo che gli altri mezzi moralmente sostenibili, compresa l'astinenza, vengano messi in secondo piano, mentre si rischia di promuovere un atteggiamento irresponsabile. Altro è dunque il principio del male minore, applicabile in tutti i casi previsti dalla dottrina etica, altro è il soggetto cui tocca esprimere tali cose pubblicamente. Credo che la prudenza e la considerazione delle diverse situazioni locali permetterà a ciascuno di contribuire efficacemente alla lotta contro l'Aids senza con questo favorire i comportamenti non responsabili".
A proposito di dignità, caro cardinalmartini, se lei ne fosse provvisto resterebbe silenzioso. Faccia come i media, faccia silenzio stampa.

2 commenti:

Anonimo ha detto...

La Chiesa, Mater Ecclesia, è un organo troppo grande che suona con mille voci a volte dissonanti tra di loro. Il Cardinale Martini rispetto ad altri esponenti del clero cattolico italiano ed estero rappresenta comunque una posizione più conciliativa nei confronti dei problemi che la vita ci propone: in lui la riflessione morale non è mai scissa comunque dalla considerazione specifica del caso preso in oggetto. Per il resto ritengo che la Chiesa, in particolar modo i suoi esponenti attuali e alcuni laici che si professano bellamente cattolici o ultracattolici, siano il pessimo modello di moralità e comprensione nei confronti di una realtà che ha parecchie faccie e parecchie prospettive.

Anonimo ha detto...

ma la chiesa si occupa della salvezza dell'anima...non del corpo...Ciao Ciccio Luana